Cinema

Il Cinema è un vettore della cultura e delle tradizioni del nostro tempo. Mpartners è impegnata nella tutela del cinema di qualità, collabora con la società di produzione Cattleya e sostiene la realizzazione di produzioni importanti.

 

Italian movies

Di notte, negli studi di un'emittente tv, otto immigrati lavorano alle pulizie quando trovano aperta la porta del deposito delle telecamere. Uno di loro ha un'idea: prendere una telecamera per girare il film di nozze di un amico. In breve questa diventa una vera e propria attività parallela, che cambierà le loro quotidianità. E dopo le tante cerimonie, una nuova idea: utilizzare i teatri per registrare messaggi della gente comune. Di giorno la fiction e di notte la realtà degli invisibili.

Il contrasto tra una società occidentale immobile ed interessata solo al profitto ed una popolazione che vive di notte, fatta d'immigrati disposti a rischiare tutto per qualcosa in cui credono, capaci di animare ogni luogo con la loro realtà imprevedibile e vitale. Il film vuole divertire ma anche portare il pubblico ad emozionarsi e a riflettere sui valori dell'amicizia e dell'aiuto reciproco. Solo uniti i protagonisti trovano lo stimolo per cominciare l’avventura che, sempre e solo insieme, riescono a portare avanti superando tutti gli ostacoli.

Last summer

L'incontro tra madre e figlio e lo scontro tra regole e intuito. Su una barca in mezzo al mare.

Una donna giapponese ha quattro giorni di tempo per stare con suo figlio, dopo di che non potrà più vederlo per undici anni. Quattro giorni per recuperare il legame con lui, prima di lasciarlo di nuovo, troppo a lungo. Quattro giorni da trascorrere sullo yacht della facoltosa famiglia del padre del piccolo Ken, sotto lo sguardo vigile e invadente dell'equipaggio.

Le tappe del ricongiungimento sono la materia di cui è fatto il film e arrivano allo spettatore fluidamente, placidamente, come portate dalle onde, quando è la loro ora e mai prima. Il contatto fisico è l'ultimo passo, conquistato con il tempo e la fiducia, anteponendogli a lungo quel pudore e quel rispetto che sono caratteristici della cultura nipponica, ma anche e soprattutto baluardi della sensibilità umana.

Un gusto dell'eleganza che non è fine a se stesso né alla meccanica illustrazione del milieu sociale; un film che si esprime con il colore, e parla delle sfumature della libertà - dallo sradicamento alla dorata prigionia-, senza mai calcare inutilmente la mano.

Mia madre

Nanni Moretti mette a nudo le sue inadeguatezze e il dolore profondo della perdita della mamma e sembra quasi confessarsi a un diario, per poi celarsi, per verecondia, dietro la consueta ironia.

Esplora l'archetipo degli archetipi, la morte della figura materna, intingendo il pennino un po' troppo nella sua sfera privata. Ma è anche e proprio per questo che scuote di commozione. Accanto alla lenta inesorabile attesa dell'inevitabile, tra presente, ricordi e immaginazione, intanto disserta di cinema, concede risate piene e si prende un po' in giro.

Tutta colpa di Freud

Paolo Genovese con “Tutta colpa di Freud” esplora un moderno rapporto "padre-figlie" non senza un’importante digressione romantica e un cast in perfetta sintonia che vede Marco Giallini ideale fulcro emotivo intorno al quale ruotano storie d'amore, di tradimento e ordinaria affettività.

Francesco Taramelli (Marco Giallini) è uno psicologo e padre di tre belle ragazze: la dolce libraia Marta (Vittoria Puccini) sempre innamorata dell'uomo sbagliato, la vulcanica Sara (Anna Foglietta) gay in crisi d'identità che dopo una delusione d'amore decide di diventare etero e la diciottenne Emma (Laura Adriani), per lei una sbandata per un fascinoso cinquantenne sposato. Il film tocca diversi temi importanti, ma lo fa con grande ironia e al tempo stesso con delicatezza, riuscendo a divertire e anche a commuovere.

Di grande rilievo la performance di Anna Foglietta, sulla cui disinvoltura ma al tempo stesso insicurezza nell’affrontare una situazione che lei stessa ha voluto cambiare, si fondano molti dei momenti comici del film.

Terraferma

Un'idilliaca isola siciliana, che deve la sua fortuna alla pesca e al turismo, è sconvolta e minacciata da un pericolo incombente: l'andirivieni sempre più frenetico di imbarcazioni cariche di clandestini in cerca d'asilo e di aiuto.

Le reazioni dell'isola sono contrastanti: i turisti impauriti scappano a gambe levate, le forze dell'ordine lottano per respingere gli immigranti ed istituire un centro di identificazione e detenzione, i pescatori sono combattuti tra la voglia di salvaguardare i propri interessi e il desiderio di solidarietà imposto dalla legge del mare, secondo cui chiunque sia in pericolo vada salvato.

Alla fine è la saggezza delle donne e degli anziani dell'isola a prevalere, portando in salvo i clandestini per mare, in un'impresa straordinaria, verso la terraferma.

A.C.A.B.

Stefano Sollima dirige un nuovo, epico racconto fatto di uomini coraggiosi ed eroici. Mazinga, Cobra e Nero sono tre celerini, tre duri da sempre abituati al confronto quotidiano con la strada, tre amici uniti nella lotta contro la violenza negli stadi e gli scontri tra ultras.

Hanno alle spalle una vita spesa a difendere l’ordine pubblico sulla strada, negli stadi e nelle piazze più calde d’Italia. Sulla loro pelle hanno imparato che davanti al pericolo un celerino da solo non vale niente. Un celerino ha senso solo se è parte del gruppo. Anzi, del reparto. Ed è nel reparto che la loro amicizia è diventata fratellanza, il loro coraggio eroismo.

Attraverso i loro occhi, vediamo dipanarsi le trame dei più eclatanti episodi di cronaca urbana degli ultimi anni, in un cortocircuito che inevitabilmente si rifletterà nel loro lavoro e nelle loro vite private, generando un vortice di azioni e pensieri fatti di amicizia, rabbia, emozione e grande umanità.

Educazione Siberiana

L'educazione siberiana è un'educazione criminale con un preciso e severo codice d'onore. La storia si svolge in una regione del sud della Russia tra gli anni '80 e '90. In quel periodo avviene uno dei più importanti cambiamenti della storia contemporanea: la caduta del muro di Berlino e la scomparsa dell'Unione Sovietica.

Tratto dall'omonimo romanzo di Nicolai Lilin, in cui l'autore racconta la sua crescita all'interno di una comunità di "onesti criminali siberiani", così come loro stessi amano definirsi, il film racconta la storia di ragazzi che passano dall'infanzia all'adolescenza, rappresentando una storia universale che, al di là delle implicazioni sociali, acquista un significato metaforico che riguarda tutti.